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lunedì 17 maggio 2010

Qualità delle acque, il Rapporto dell'Ispra

Le sostanze più comunemente rilevate dalla rete di controllo ambientale nelle acque superficiali e sotterranee italiane sono fungicidi, insetticidi ma soprattutto erbicidi. È quanto emerge dal Rapporto nazionale dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha pubblicato il "Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque", sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente. Le sostanze più comunemente rilevate dalla rete di controllo ambientale nelle acque superficiali e sotterranee italiane sono fungicidi, insetticidi ma soprattutto erbicidi: 118 i tipi di pesticidi rinvenuti, concepiti per combattere gli organismi nocivi ma potenzialmente pericolosi anche per l'uomo. Si tratta di prodotti usati in agricoltura ma che, a causa delle piogge, vengono trasportati dal suolo alle acque sotterranee e superficiali. In realtà la rete ambientale è finalizzata alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici e non al controllo delle acque utilizzate per scopo potabile, ma queste ultime spesso attingono agli stessi corpi idrici. Inoltre l'uomo può essere esposto indirettamente ai contaminanti, attraverso la catena alimentare.

Leggi Dossier"Rapporto nazionale dell'ISPRA"

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